Il regime fiscale dell’apporto di beni in trust può essere caratterizzato dalla neutralità fiscale o, viceversa, dal realizzo di plus e minusvalenze, in virtù di diversi fattori: principalmente di natura soggettiva riguardanti il disponente, sebbene il regime possa variare anche in relazione ad altri elementi quali la tipologia dei beni apportati, la natura commerciale o meno del trust e le finalità stesse dell’apporto.
Il differente trattamento tributario si riflette poi sul costo fiscalmente rilevante dei beni in capo al trust. L’Amministrazione finanziaria e la dottrina, al fine di offrire un ordine sistematico alla disciplina, hanno proposto delle soluzioni di carattere ermeneutico, alcune delle quali certamente condivisibili, persistendo, tuttavia, taluni dubbi interpretativi.
Ne parlano Paolo Scarioni e Pierpaolo Angelucci sul Corriere Tributario n.7/2025, di cui qui un’anteprima.
