Nell’ultimo numero del Corriere Tributario, Paolo Scarioni e Pierpaolo Angelucci evidenziano come determinate attribuzioni e impieghi del fondo in trust a favore dei beneficiari “finali” possano comportare l’insorgenza di talune criticità interpretative ai fini dell’imposta di successione e donazione.
Nello specifico, i dubbi interpretativi possono porsi con riguardo alle attribuzioni di titoli di Stato e agli impieghi del trust fund qualificabili come “spese non soggette a collazione” o “liberalità d’uso”, oppure, ancora, con riferimento alle attribuzioni rivenienti dal reddito del trust.
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